LEGGE 104

Agevolazioni lavorative e permessi previsti per i familiari che assistono disabili in situazione di gravità e per gli stessi disabili se lavoratori dipendenti.

La legge riconosce una serie di agevolazioni ai lavoratori con disabilità grave e ai lavoratori dipendenti familiari di un disabile attraverso la concessione di permessi lavorativi retribuiti, Legge 104/1992 e art 33 del CCNL. Per poter beneficiare di tali agevolazioni il disabile deve trovarsi in uno stato di salute che necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione attestato da apposita certificazione di handicap con connotazione di gravità (art.3 comma 3 della legge 104/1992). Il familiare che assiste il disabile, per poter usufruire del permesso deve essere nelle condizioni di poter prestare, con continuità e in via esclusiva, effettiva assistenza per le necessità quotidiane del parente disabile e deve essere l’unico soggetto ad assisterlo. La richiesta di accertamento della condizione di gravità del disabile si ottiene tramite richiesta alla Commissione Medica ASL di residenza allegando: il certificato di stato di famiglia e il certificato medico di invalidità della persona da assistere (Circolari INPS n.80/1995 e n. 32/2006). Successivamente a detto riconoscimento è necessario presentare domanda sul modulo predisposto all’INPS e in copia al datore di lavoro indicando i periodi scelti di godimento per i successivi dodici mesi e le modalità ( giorni o ore) allegando il certificato che attesti la situazione di gravità del disabile e una dichiarazione di responsabilità (ai sensi della legge 15/68), di assenza di ricovero della persona handicappata (Circolare INPS n.162 del 1993). Per sopravvenute diverse esigenze, il periodo di fruizione può venire modificato con una nuova domanda. La fruizione dei permessi a favore dei familiari che assistono un parente o un affine entro il terzo grado portatore di handicap è concessa anche al parente non convivente.

1. I genitori di bambini portatori di handicap (Circ.INPS 13 luglio 1993 n. 162 , Circ. INPS 24 marzo 1995 n. 80, Circ. INPS 18 febbraio 1999 n.37 , Circ. Min. Lavoro 15 marzo 1993, n. 28/93).
I genitori ( adottivi, naturali o affidatari) lavoratori dipendenti, anche qualora l’altro non sia lavoratore ma sia impedito ad adempiere agli obblighi di assistenza familiare a causa di un motivo obiettivamente rilevante e documentabile, possono usufruire delle agevolazioni disposte dall’art. 33 della L. 104/1992 a condizione che il bambino con handicap non sia ricoverato a tempo pieno.
I genitori di un bambino disabile hanno diritto a permessi coperti da contribuzione figurativa il cui godimento varia a seconda dell’età del figlio:
- se il bambino non ha ancora compiuto i tre anni possono chiedere al datore di lavoro di usufruire o del prolungamento del periodo di astensione facoltativa dal lavoro o di due ore di permesso giornaliero retribuito, il cui numero di ore di riposo spettanti è da rapportare alla durata dell’orario giornaliero di lavoro;
- se il bambino ha tra i tre e i diciotto anni hanno diritto a tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in maniera continuativa ma nel corso del mese di pertinenza, lo stesso vale dopo il raggiungimento della maggiore età del bimbo anche se in questo caso la condizione è che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l’assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva (Circ.INPS n.133/2000; n. 138/2001 e n.128/2003).

2. I dipendenti che assistono parenti o affini entro il terzo grado portatori di handicap.
Condizione per poter fruire del beneficio è che l’assistenza sia in via continuativa ed esclusiva, anche in assenza di convivenza (circ. INPS 103/2000). I giorni di permesso possono essere frazionati in "mezze giornate" lavorative nel rispetto dell’organizzazione dell’azienda.
Nel caso in cui all’interno del nucleo familiare vi è:
- più di una persona con handicap nell’arco di un mese possono essere cumulati più permessi;
- oltre ad un figlio handicappato un altro di età inferiore ai 3 anni ammalato ma non handicappato, si possono cumulare i permessi di cui alla legge n. 104/92 e le assenze per malattia del bambino di cui alla legge n. 1204/71;
- un figlio handicappato di eta' inferiore a 3 anni ed affetto da malattia e per lui un genitore beneficia sia dei riposi orari sia dell'assenza non retribuita per le restanti ore di lavoro, la malattia dell’altro figlio non handicappato (minore di 3 anni) consente la scelta, da parte del genitore che non assiste l'handicappato, di una parallela astensione (non retribuita) dal lavoro, per la malattia di tale figlio ( circ. INPS n. 80/95);
- la madre lavoratrice dipendente, anche se non assicurata per le prestazioni economiche di maternita', puo' trasferire al padre il diritto ai permessi.

3. I dipendenti portatori di handicap (circ. INPS n.80/95 e circ. INPS n.37/99).
La persona handicappata che lavora può usufruire dei permessi giornalieri retribuiti, o in alternativa di tre giorni di permesso mensile retribuiti, fruibili anche in maniera continuativa, concessi solo a titolo personale. Il tipo di permesso richiesto (a giorni od ad ore), può essere cambiato da un mese all’altro previa modifica della domanda inoltrata, e può essere eccezionalmente consentita la modifica, qualora vi siano improvvise esigenze documentate dal lavoratore, nell’ambito di ciascun mese.
Nella richiesta il lavoratore deve dichiarare espressamente di aver bisogno di fruire di ulteriori giorni, oltre ai tre di cui beneficia per se stesso, per poter assistere il familiare handicappato.
I lavoratori disabili non possono usufruire cumulativamente nello stesso mese sia i permessi giornalieri di due ore che quelli mensili di tre giorni ma hanno diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

.Questioni

In merito alla richiesta di Poste relativa all’avviso di programmare in anticipo di un mese la fruizione dei tre giorni di permesso, la norma dispone solo che nel momento della richiesta di godere del beneficio il lavoratore debba indicare i giorni di cui intende valersi.
In ordine alla richiesta di Poste Italiane di presentare annualmente un certificato che attesti lo stato invalidante e pertanto la persistenza del diritto al beneficio per poter usufruire dei permessi lavorativi deve ritenersi legittima in quanto l’art. 43 del contratto collettivo di lavoro prevede che nei confronti dei dipendenti si applicano le agevolazioni di cui all’art. 33 della legge in oggetto richiamando la normativa in materia per la sua disciplina. La normativa prevede che la domanda proposta all’Inps ha validità 12 mesi se il certificato della ASL attestante la gravità dell’handicap è definitivo o di 6 mesi se il certificato è provvisorio. Annualmente si deve attestare, tramite dichiarazione di responsabilità, che non si è proceduto a rettifiche o non è stato revocato o modificato il giudizio sulla gravità dell’handicap e va rinnovata anche la dichiarazione, inserita nei moduli di domanda di responsabilità che l’handicappato non è ricoverato, con impegno a dare tempestiva comunicazione in caso di successive modifiche della situazione ( Circolare INPS - Direzione Centrale Prestazioni Temporanee 24 marzo 1995, n. 809).
In merito al diniego di Poste di concedere il permesso di tre giorni al mese al familiare non convivente per assistere il familiare disabile che vive distante si osserva che la continuità consiste nell’effettiva assistenza del soggetto handicappato per il quale vengono richiesti i giorni di permesso, pertanto la continuità non sussiste nei casi di oggettiva lontananza delle abitazioni. Il Ministero del Lavoro prendendo lo spunto dalla sentenza citata n. 325/1996 della Corte Costituzionale, ha interpretato la norma nel senso che la convivenza deve intendersi in senso effettivo e non solo anagrafico.
Quindi rispetto ai tre giorni di permesso mensili, gli stessi non possono essere concessi quando il dipendente lavora in una sede notevolmente distante dalla località nella quale risulta anagraficamente residente con il congiunto disabile.
In merito alla mobilità è previsto che il familiare lavoratore che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato, con lui convivente, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. Riguardo ad alcune dubbi e questioni si ritiene che dovrebbe negarsi il diritto al trasferimento di sede a quei lavoratori che intendono assistere i familiari che sono divenuti disabili nel corso della loro vita, in quanto si da rilievo alla sola convivenza in atto e non anche a quella che potrebbe ricrearsi. La Corte Costituzionale, sent. N. 325/1996, ritiene che debba tutelarsi l’assistenza in atto, accettata dal disabile, al fine di evitare rotture traumatiche, e dannose, della convivenza, ma non anche, secondo il ragionamento della Corte, la ricostituzione della convivenza finalizzata a dare al familiare invalido la necessaria ed indispensabile assistenza.

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46 Commenti "LEGGE 104"

Sono stata assunta da Poste Italiane il 5 maggio 2010 per un part time verticale a più di700km da casa. Ho mia madre gravemente ammalata e infatti usufruisce della legge 104. Nel nostro stato di famiglia c'è anche mio padre che però lavora. Ho diritto all'avvicinamento a casa?

No perchè tecnicamente sei stata tu a scegliere la destinazione,tenta la carta del distaccamento (temporaneo) presso la tua città chidendola alla ram di appartenenza (ove effettivamente lavori)specificando le ragioni che hai mensionato.

Ho scelto la destinazione prima che mia madre si ammalasse. quindi?

Mi madre si è ammalata dopo la mia scelta lavorativa infatti ci sono tutti i certificati che lo attestano. Quindi?

Hai diritto ai permessi mensili per la 104,per il trasferimento resta ferma la necessità di valutazione della compatibilità dell’esercizio di tale diritto con le esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro (Cassazione 8436/2003).

In tal senso la Cassazione n. 12692 del 29 agosto 2002 ribadisce come l’art. 33 comma 5 della legge 104/92 non determina l’insorgere di un diritto assoluto o illimitato, ma presuppone la compatibilità con l’interesse comune, precisando le esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro, soprattutto per quel che riguarda i rapporti di lavoro pubblico, se non rispettate, possono tradursi in un danno per la collettività.

Ancora, il diritto del familiare alla scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, non può farsi valere nei casi in cui la convivenza sia stata già interrotta con l’assegnazione della sede lavorativa ed il familiare tenda a ripristinarla attraverso il trasferimento in una sede più vicina al domicilio del familiare bisognoso di assistenza (Cassazione 3027/1999; 3306/1999).

Rispetto ai tre giorni di permesso mensili, mi pare di leggere che non possono essere concessi quando il dipendente lavora in una sede notevolmente distante dalla località nella quale risulta anagraficamente residente con il congiunto disabile. Proprio il mio caso.
Per la mia richiesta di avvicinamento è sufficiente una lettera con allegati i certificati di invalidità direttamente al responsable di risorse Umane di appartenenza?
grazie per l'aiuto

ho la legge 104 senza articolo 3 ovvero senza gravità per un carcinoma mammario. ogni volta che devo effettuare visite mediche sono costretta a sfruttare le mie ferie visto che non avendo la gravità non posso avere i tre giorni al mese. quali potrebbero essere i vantaggi di questo tipo di 104?

Come ben dici il certificato di handicap grave, è uno dei requisiti necessari per accedere alla fruizione dei permessi lavorativi previsti dalla stessa Legge quadro sull'handicap.
Potresti richiedere nel tuo caso:
PERMESSO PER ESAMI/ACCERTAMENTI CLINICI
RICHIESTA DI PERMESSO PER RAGIONI FAMILIARI O PERSONALI
RICHIESTA DI’ PERMESSO PER GIUSTIFICATI MOTIVI
RICHIESTA ASPETTATIVA PER MOTIVI DI SALUTE

ciao a tutti,
io dovrei iniziare il servizio per un part-time verticale a 1700 km di distanza da casa,se presento la legge 104 perchè mio nonno non è autonomo e nessuno può dargli retta visti gli impegni lavorativi, ne posso usufruire per l'avvicinamento???
grazie

Puoi presentare la domanda di distaccamento temporaneo per i mesi che ti occorrono spiegando i tuoi problemi e allegandone tutta la documentazione alle risorse umane della regione ove dovrai lavorare e a Roma.

sono una dipendente di poste italiane che usufruisce dei benefici della legge 104 per il padre vorrei sapere se posso far valere la legge contro distacchi temporanei per uffici diversi dalla mia sede

La Legge 104/1992 prevede che il genitore o il familiare lavoratore e il lavoratore disabile hanno diritto a scegliere, "OVE POSSIBILE", la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.
"ove possibile", si configura come un interesse legittimo, ma non come un diritto soggettivo insindacabile. L'azienda può produrre rifiuto motivandolo con ragioni di organizzazione del lavoro pertanto per i distacchi temporanei non c'è possibilità di appellarsi se non al buon senso da parte dell'azienda qualora c'è ne siano i presupposti organizzativi.

Se il distacco è temporaneo

sono un dipendente di poste italiane che usufruisce dei benefici della legge 104 per la nonna. vorrei sapere se questo incide con il premio produzione aziendale.
grazie

Non incidono sui criteri di attribuzione del premio di produzione:assenze per legge 104, infortunio, congedo per matrimonio, ecc.

La visita medica per l'invalidità mi ha riconosciuto un aggravamento che passa dal 50 al 60%. Per la legge 104 sono riconosciuto portatore diHandicap art.3 comma 1. Faccio 110 Km ogi giorno per andare a lavorare,con le conseguenze che il mio fisico ne risente e la situazione peggiorata.
Cme possso sperare in un avvicinamento dato che il comma 3 non è stato riconosciuto?

Prova a fare tale richiesta alle risorse umane, magari con l'aiuto delle OO.SS., non scartando nemmeno l'idea di provare a chiedere per le ragioni che esponi sopra un distaccamento temporaneo.

ma come deve essere impostata una lettera per fare richiesta di avvicinamento? Avete esempi? grazie

La devi indirizzare alle risorse umane.
Oggetto: la richiesta che espliciti

I tuoi dati ect.ect..

CHIEDO:
I movivi della tua richiesta.

In attesa di un vostro riscontro
Distinti saluti
Firma

Sono invalida al 45%, vorrei lavorare alle poste. Quando invio il curriculum devo mandare anche le carte che attestano la mia invalidità? Anche poste italian è obbligata ad assumere un tot di persone con invalidità?

No, quelle le devi presentare al momento in cui di contattano.
Si, prova a chiedere "consigli" al centro per l'impiego della tua città.

Salve a tutti,ho mio padre invalido civile al 100 per 100. Vorrei sapere se esiste una corsia "preferenziale" per i figli di invalidi civili,o disabili,che usufruiscono della legge 104. Se si,devo dimostrarlo quando invio i miei curricula? E come?
Certo di una vostra risposta,vi ringrazio...

No,non esiste una via prefenziale.

salve, ho un contratto part-time verticale nella mia regione (puglia). essendo single e sapendo che al nord son passati quasi tutti full-time vorrei provare a fare la domanda di trasferimento da consegnare entro il 15 febbr. Vorrei sapere quali sono le province che mi garantirebbero il full-time immediato o comunque quanto prima. grazie

Si diventa full-time secondo le esigenze aziendali.
Non è vero che al nord sono passati quasi tutti full time, ma veniva (perchè al momento si e fermi)passata una risorsa full-time per ogni risorsa che veniva sportellizzata.
Pertanto rispondere al tuo quesito sarebbe sia difficile sia di dubbia validità.

dopo un'assunzione nel 2010 a tempo indeterminato part-time verticale cosa devo fare oltre ad accettare tutti i contratti in clausula elastica pur sapendo che... nell'ufficio di assegnazione ci sono varie zone scoperte che mettono in condizioni gli altri ad abbinare perennemente?

Non puoi fare niente altro che incrociare le dita come me e tanti altri.

Ho mia madre invalida . Legge 104 al 100/00 .
Sono insegnante e siccome sono entrata di ruolo questa anno saro costretta a fare domanda di trasferimento , perché ora la mia sede è in provincia .
Vorrei sapere se l invalidita totale di mia madre mi permette di essere agevolata e quindi di poter prendere la cattedra nella citta dove vivo sia io sia mia madre .
In poche parole il trasferimento è un atto dovuto in questo caso oppure no ?
La legge 104 tutela i famigliari della persona invalida riguardo il trasferimento nella citta di residenza della persona invalida .
Vi ringrazio

No, non è un atto dovuto ma spesso se il trasferimento non contrasta con la struttura "organizzativa del lavoro" può essere accolta.

Salve, ho mio fratello affetto da una malattia degenerativa che ha iniziato a manifestarsi con problemi di deambulazione. Vive da solo nella mia stessa città. Lavoro in posta a 25 km di distanza dalla città e sono monoperatore. Posso chiedere l'avvicinamento alla città e in uffici con più impiegati in modo tale che in caso di necessità urgente possa essere da mio fratello in tempo breve e senza dover aspettare il sostituo nel mio ufficio, fare la chiusura provvisoria e 25 km di strada (tempo minimo totale 1 ora)?

Ciao, innanzitutto tutta la mia solidarietà.
Penso che dovresti esporre la tua situazione ad un organizzazione sindacale, che possa indirizzarti a risolvere la tua situazione.
Al di là di questo passaggio le alternative utilizzabili che al momento mi vengono in mente sono 2:
1)Partecipare alla mobilità.
2)Chiedere un distaccamento temporaneo.

Grazie per la risposta; credo che il distaccamento temporaneo sia poco realizzabile in quanto sono responsabile monoperatore del mio ufficio e la malattia non è temporanea. Purtroppo nella mia provincia ci sono problemi di sostituzione colleghi per mancanza/assenza di personale e soprattutto per il fatto che nessuno vuole prendersi la responsabilità di un ufficio. Proverò nel frattempo a chiedere un avvicinamento con tanto di certificato medico del fratello....

Salve ho mio padre invalido al 100%100 ci sono agevolazioni con legge 104 per assunzioni?

Purtroppo no.

Salve sono stata assunta a milano come portalettere dal 2009 posso chiedere un distaccamento momentaneo avendo due bimbi minori di tre e sette anni

Si puoi chiederlo chiedi consiglio anche a qualche organizzazione sindacale per orientarti nelle forme e modalità della richiesta.

lavoro come commessa part time. Ora l'azienda per cui lavoro mi obbliga a trasformare il mio contratto part time in full time. Mia madre è molto anziana e con problemi di deambulazione ma ancora in attesa dell'invalidità. Posso rifiutarmi di accettare la trasformazione del mio contratto?

L'azienda non può obbligarti.

Buongiorno, sono part time verticale e ho una invalidità del 50%
Ora vorrei chiedere il peggioramento visto che oltre alla tetralogia di fallot per la quale ho già l'invalidità, sono sopraggiunte 2 ernie lombari x le quali ho eseguito peridurali antalgiche e subito dopo, per non farmi mancare niente, una bella tvp.
Potrei avere diritto alla 104 ?
Grazie

Ne hai diritto se la commissione medica dell'Inps ti riconosce un handicap.

Grazie, ma vorrei sapere se ho qualche possibilità o se non vale nemmeno la pena di fare la domanda

Ciao, un parere del genere te lo può solo dare un medico esperto in materia.

Alla fine mi hanno dato il 70 % di invalidità e il certificato di handicap senza gravità.
Che agevolazioni posso avere sul lavoro?

Ciao Giada qui trovi le informazioni di cui hai bisogno: http://www.handylex.org/schede/benefici/cod05a.shtml

Anonimo grazie

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